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26 novembre Saper perdere...La risposta di Ariel ha riportato Sylvia bruscamente alla realtà. Le ricorda chi è lui, chi è lei. Piedi per terra. Dovrà evitare che Ariel si insinui nelle fessure delle sue fantasie, della sua immaginazione. Dovrà vigilare affinchè non si introduca nei suoi sogni, o quando i pensieri vagano liberi. Che non si infili nelle sue letture, nella musica che ascolta. Che non invada i momenti di vuoto con il desiderio di una sua telefonata, di un contatto che non arriva. Sa che l'unico piacere di cui può godere è lo stesso che provoca una fitta di dolore, questa sorta di desolato conformismo. E' triste, ma almeno la tristezza è sua, l'ha creata lei con le sue aspettative, non gliel'ha inflitta nessuno, non è vittima di nessuno. Si sente bene in questo soffrire, non le dispiace. Si sdraia. Ad aspettare. Non sa cosa. David Trueba, Saper Perdere 25 novembre Non saprei di essere alto se non ci fossero i bassi...A volte, accade che qualcosa in cui credevi fortemente, crolli. Capita. Fa parte degli eventi della vita. Ma, in quel preciso momento, prometti a te stesso che, d'ora in avanti, non metterai più tutto te stesso per quella determinata cosa. E nello stesso istante, sai benissimo che non sarà così. Che non ne sarai capace. Di li a poco ci ricascherai. Ma nello stesso tempo, ti accorgi che non hai timore nel dire come stanno le cose. Non hai bisogno di fingere di essere quello che non sei. E ti accorgi che il bello sta proprio lì. E ti scopri più forte di prima... "... ma quando i giorni ti colpiscono di striscio per me non è vita...
... e scopro che i sogni sono come i vetri, ti ci rivedi anche se sono infranti..." ![]() "... che se perdo ma ci ho messo tutto il cuore è comunque perfetto..." 22 novembre Un abbraccio circolare...Cavolo! Ma quello riflesso nello specchio sono io? Gli occhi rossissimi a causa del fumo, mentre cerco di mandar via l'odore rappreso sui miei vestiti con tutti i deodoranti del bagno. Incise sulle mie pupille ci sono ancora tutte le emozioni della serata e, tornando verso casa, mentre guidavo, mi sono venuti in mente altri pensieri. E allora, visto che il sonno tarda ad arrivare, decido di legare questi due in un pensiero unico e dedicarlo a quelli che fanno parte di me. E allora, scusa a Demi, Rocco, Fra e Lillo, per avervi abbandonato e costretti ad una "passeggiata" per il centro nebbioso di Torino, per colpa mia. Anzi, per colpa di un concerto che doveva iniziare alle 23 e che, invece, è iniziato all'una e mezza. A Brusco, a ciò che mi ricorda, alla sua voce, roca e sensuale allo stesso tempo. Al reggae e al dub, che riescono a scaldare anche l'inverno più freddo, che riescono a risvegliare anche l'anima più spenta... Al Salento, per ciò che è stato e che sempre sarà. Un'oasi di libertà, selvaggia ma confortevole... Vado a sud, scendo giù, sempre più... All'amore, perchè ne varrà sempre la pena, gioire e soffrire per esso... L'amore è lo stesso e non cambia, anche se cambia chi ama, non conta ciò che si pensa ne come si chiama... Alle donne, che nonostante voi non lo vediate mai, siete bellissime. Sempre!... Guardi giù, i cuscinetti e non ti piace niente di ciò che metti, basta la smetti, calma, rifletti, scommetti che se sorridi ti accetti... Alla confusione, che genera sconforto e insicurezza, a chi ce l'ha in testa e a chi, suo malgrado, la deve accettare... Al tempo, a chi ne ha bisogno, a chi deve aspettare, a chi lo rifugge... Come vola via il nostro tempo, sembra un attimo che se ne va... Ai graffiti sui muri dell'Askatasuna, a quello che ricordano, a quello che insegnano, a credere in un mondo migliore, un mondo dove la gente lotta per quello in cui crede... Qualsiasi cosa accada a me, vada come vada c’è un uomo e la sua strada che è fatta de sogni e de idee... A te, che se non lo avessi notato, hai ispirato gran parte dei pensieri che sono scritti qui... Chiudo gli occhi e m’abbandono, cerco una parte del tutto che sono... Al silenzio che ci circonda e che, spesso, non riusciamo a sentire... Al rumore che copre questo silenzio... Alle persone che rendono più bello questo mondo, solo esistendo... Dammi l'illusione di credere che, questa vita è bella come lo sei te... Alle mie amiche, ai miei amici, alla mia famiglia, a te, e a tutti voi, che ci siete, ci siete stati e ci sarete... Io vi proteggerò da ogni cosa cattiva, da ogni paura, da ogni male che arriva, finché il cuore batte e il corpo respira, finché avrò la forza non c’è alternativa... … e non mi fa paura dirvi quanto vi amo...
11 novembre Per quello che vale......non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto, per essere quello che vuoi essere. Non c'è limite di tempo, comincia quando vuoi. Puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo. Possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio. Spero che tu viva tutto al meglio. Spero che tu possa vedere cose sorprendenti. Spero che tu possa avere emozioni sempre nuove. Spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi. Spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita. E se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero." 24 octobre Che strane...
![]() Paesi...Ci sono paesi il cui nome è legato a una grande battaglia, altri a una qualità di tartufo, paesi che diventano famosi perchè hanno dato i natali a un poeta, a un attore, a un mafioso. Ci sono paesi noti per un eremo o un carnevale, un vino o una faida, ci sono paesi che ricordiamo perchè ci hanno lanciato l'atomica, o per un delitto efferato, o per una torta tipica, o perchè c'è l'uscita di un'autostrada. Altri perchè ti fanno battere il cuore... 16 octobre Il tempo...
Quando meno te l'aspetti, tutto il tempo che credevi di avere viene a mancare. E capisci che devi velocemente darti una mossa se non vuoi essere risucchiato nel gorgo delle folle, dei tempi e dei modi determinati da altri. Ti senti mancare la terra sotto i piedi quando ne prendi atto. Senti che il tuo territorio rischia di non appartenerti più. Di essere invaso. In un tempo in cui gli invasori sono tanto insidiosi quanto familiari, diventa ancora più difficile combatterli e neutralizzarli, perchè ti sono entrati in casa e ci hai fatto l'abitudine. Proprio per questo, non c'è tempo da perdere in ansie e paure, per quanto legittime esse siano. 12 octobre In un giorno di vento...Torino. Tipica giornata autunnale. Il sole è bello alto nel cielo. Scalda tutto quello che colpisce. Il vento che arriva dalle montagne, porta con sè il profumo della neve. Nonostante soffi abbastanza forte, prendere la moto è obbligatorio. Nonostante i rami e le foglie che ti arrivano costantemente addosso, sbattono sulla visiera del casco, decidi che salire al Colle della Maddalena è una tappa obbligata. Con un vento del genere non ci sarà neanche una nuvola. E la vista sarà incantevole. Allora, curva dopo curva, salita dopo salita, ti avventuri nella scalata del colle. Incontri tanti motociclisti che hanno avuto la tua stessa idea. Saluti con un cenno della mano ognuno di loro. Arrivi in cima. Lì a 715 metri d'altezza, l'aria della neve e il vento sono sempre più forti. Sali in cima, saluti l'Angelo con il suo faro, sempre pronta ad illuminare chiunque ne abbia bisogno. Ti giri. Davanti a te lo spettacolo più bello. La tua città, ai piedi delle sue montagne, ti si apre senza sfaccettature. Non una nuvola che ti copra un palazzo. Senza fiato. Inizi a scattare. Ogni particolare deve essere immortalato. Rimanere indelebile sulla pellicola. Una coppia. Soggetto irripetibile da rappresentare. Un altro fotografo. Come non rubargli uno scatto di spalle? Poi, non credendo alla fortuna capitatami, un anziano con il bastone che, lentamente, raggiunge la cima e si siede sulla panchina davanti a te. Con la sua barba e gli occhiali spessi ti ricorda un'enciclopedia. Pensi a tutto ciò che sa e potrebbe insegnarti. Stupendo sarebbe parlargli. Lo immortalo immediatamente mentre scruta la sua città. La nostra città. Chissà come sarà diversa davanti ai suoi occhi. Come sarà cambiata negli anni. La voglia di parlargli è forte. Ma il rispetto per il suo momento di quiete, non mi dà la forza per avvicinarlo. Mi avvicino, solo per raccattare le mie cose e andarmene. Lui si gira verso di me. Mi guarda. "Con questa luce sembra più bella, vero?". "Meravigliosa!". Gli rispondo. In uno stato d'animo vicino alla gioia. Sembrava che tutto intorno il tempo si fosse fermato. La città caotica era lontana e, anche lei, sembrava muoversi più lentamente. Mi metto affianco a lui. Inizia a raccontarmi di una sua foto fatta dal luogo dov'ero io in quel momento. Me la descrive in ogni particolare. Mi sembra quasi di vederla. La metto a fuoco davanti ai miei occhi. Continua a parlarmi. Mi racconta che abita li vicino. Che, quando tira il vento, viene su a vedere questo spettacolo. Mi chiede se fosse stato difficile salire al colle in moto con questo vento. Per tutto il tempo che abbiamo parlato eravamo immersi in una luce surreale. Il mio sogno diventato realtà. Gli avrei voluto parlare di me. Della confusione che ho in testa. Sicuramente lui avrebbe avuto una risposta a tutto. Ma è meglio così. Lasciare quel discorso nello scorrere del tempo. Ma un ricordo bellissimo. Mentre scendo dal colle, sembra che il vento abbia cessato di soffiare. Che con lui, sia andato via anche il vento e sia tornata la quiete. Come quella che non avrei mai osato disturbare. Riflessioni del weekend...L’animatore sportivo percorre la strada di coloro che vanno in direzione ostinata e contraria. Senza rassegnazione e senza assuefazione, continua a non conformarsi alla mentalità di questo secolo. È ancora convinto che conquistare sia meglio che comprare, che la responsabilità sia una virtù e che educare sia meglio che rimediare. Frequenta i luoghi dove nessuno va; e se qualcuno ci va, è dominato dal mercato. Aiuta chi non appare in televisione, si ricorda di coloro che tutti dimenticano. Non teme la sua solitudine, perché è sempre in compagnia. Chiama amici quelli che nessuno saluta e sa che qualunque cosa farà a uno più piccolo, l’avrà fatta anche a Lui. 5 octobre Messina contesta e chi informa l'Italia? Nessuno!
Sentire parlare di una Italia al servizio di Berlusconi fa schifo, viverla in diretta è molto peggio. Una macchina organizzativa imponente, costata almeno quanto le prime quattro case da ricostruire a Giampileri, fatta di elicotteri, guardie del corpo, spiegamento di forze dell'ordine, e codazzi di auto blu; ha fatto in modo di fare evitare al premier le contestazioni e la rabbia di una città abbandonata e illusa dalla becera promessa di un ponte, che servirebbe solo a gettare ulteriore cemento mafioso su un territorio già massacrato dalla speculazione. La TV di regime ha mostrato un Berlusconi caritatevole fra gli alluvionati che non erano nelle condizioni di reagire all'ennesima passerella propagandistica, ma nessuno ha mandato in onda il popolo incazzato radunatosi all'ingresso della Prefettura che ha costretto il presidente del consiglio, con tutto il seguito di servi, ad entrare, come un ladro, dall'ingresso di servizio. Emblema di servilismo il giornalista del TG2 che ha interrotto la diretta per evitare di mostrare alla nazione la forte contestazione nei confronti di Berlusconi; siamo sotto una dittatura silente!
27 septembre Domenica e i risvegliSuona la sveglia. Stropiccio gli occhi, mentre la luce penetra dalla serranda alzata. Lancio un'occhiata all'orologio e vedo che segna le 8.34. Sono già in ritardo! A che ora sono andato a dormire? Erano le 5? Le 5 e mezza? Quando sono rientrato, mio padre stava uscendo per andare a lavoro. "Entri o esci", mi dice. O non mi dice niente, chissà. Mi alzo tutto sudaticcio, scomposto, mentre le orecchie sibilano ancora per i decibel di qualche ora prima. Alcatraz, prima. Puddhu, poi. E ancora. Drum'n'bass. Ancora, ancora e ancora. Un salto da Giancarlo. Era da quando avevo 16-17 anni che non entravo li dentro. Un pò di nostalgia, credo si chiami così quella sensazione. Saluti, visi, sorrisi. Di nuovo Puddhu. Senza accorgermene, sono di nuovo in pista. Non è ancora arrivato il momento di mettermi in modalità stand-bye, quella arriva mentre si va alla macchina. Con la tipica camminata che urla: "Ehi, gente, io sono esausto e rilassato, quindi non rompetemi le palle proprio ora!". Con il rimpianto di non aver salutato lei, che sapevi che doveva essere da tutt'altra parte e, magicamente, la ritrovi lì davanti a te. Come cazzo è piccola 'sta città. Vabbè. Ripensi al perchè ti stai alzando così presto. Credendo che la domenica non iniziasse prima delle 13. Ah! Malpensa! Mi aspetta un bel viaggetto domenicale, con annesso ritorno, dall'aereoporto. Faccia così sfatta che anche la Polizia mi ferma, mi chiede che faccio li e controlla i documenti. Da quanto tempo non succedeva. Gente che parte. Gente che arriva. Che sale, che scende, che urla, che impacchetta i bagagli in una specie di domopack giallo, per la bellezza di otto euro. "Signora, ma per otto euro io mi metto nella stiva e le coccolo la valigia fino all'arrivo!". Arriva mio zio. In ritardo di due ore. Non sapevo che le Ferrovie dello Stato avessero comprato anche gli aerei! Possiamo ripartire. Arrivo ora a casa. Ciao lettino. La moto e il sole possono aspettare un paio d'ore...
26 septembre Capita...... un giorno, che decidi di partire per Berlino.
Da solo, organizzando in pochi minuti. L'obiettivo è fare più foto possibili.
Torni a casa e pubblichi quelle foto su Flickr.
Ti arriva una mail in inglese (ci avrò messo 15-20 minuti per capire cosa diceva!).
Morale?
La mia foto è pubblicata su una guida turistica di Berlino!
21 septembre Un abbraccio circolare...“Al ricordo di Piero, da tre anni abbiamo deciso di unire anche il ricordo di una nostra amica che è volata a scattare le sue foto dal cielo. Caterina Farassino, se ne è andata in una notte di fine autunno, lasciandoci così vuoti e smarriti che ancora non vogliamo crederlo. E il non rassegnarci ad averli visti volare via troppo giovani e sorridenti, ci impone ogni anno di fare qualcosa insieme a loro. Quello che a loro piaceva di più: fare musica, ascoltare musica e coinvolgere più gente possibile in un abbraccio collettivo”
Amici di Piero
14 septembre A C. e al suo sorriso, alla sua voglia di vivere...Considero valore (di Erri De Luca)
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca. Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle. Considero valore il vino finchè dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano. Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco. Considero valore tutte le ferite. Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che. Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato. Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia. Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore. Molti di questi valori non ho conosciuto. 6 septembre Amate la gente e fateglielo capire...Dimmi la verità, medico, qualunque sia, perché se sai le cose sei libero. Se devo dirti io la verità, prima, nel corridoio volevo solo chiederti se mi abbracciavi dieci secondi, perché oggi pure il tempo non è più lo stesso: un secondo può valere un giorno, ed un anno tutta una vita, un padre valere un figlio, un figlio il padre, un uno un due, un due un uno. Ci sono molte cose che non vorrei perdere adesso... Dio quante! L'alba, il tramonto, il bellissimo grande mare, gli occhi degli altri, gli altri: vivi, ora, come me. Dio, se ci sei... Mah. E va bene dottore, sono pronto: atterriamo, e grazie a tutti.
12 août Güten Tag Von...Mi arriva un messaggio sul cellulare. Lo leggo. "Che il vento soffi sempre in poppa. Che il sole risplenda sempre sul tuo viso e che il vento del destino ti porti in alto a danzare con le stelle! Buon viaggio fratello". Lacrime di gioia. A pochi passi dal gate d'imbarco. Ad un'ora dalla partenza. Bel modo di iniziare il mio viaggio, penso. Ora sono solo. Solo così puoi staccare completamente. Dalle persone, dalle cose. Da te, se sei abbastanza bravo. Crei tutto nuovo intorno. Di familiare solo i miei kiwido e la mia fedele Nikon D60. Le persone le conoscerò lì, mi dico. Mi muovo libero. Arrivo. Assaporo la cultura e la storia. La vita. Che scorre. Che sorride. Che chiede informazioni. Lontano da nomi e cose viste e riviste. Il mio obiettivo diventa il mio occhio. Le mie gambe, un segno di mattoni nell'asfalto da seguire. Sento l'aria che entra nei polmoni, che fa il giro. Si ferma vicino al cuore. Che batte più forte ogni volta che svolto un angolo e mi trovo davanti un nuovo edificio. Più maestoso di quello prima. Silenzio al "Das Denkmal für die ermordeten Juden Europas". Meraviglia alla "Berliner Dom". Brividi davanti a un pezzo di muro. Davanti al "Weltzeituhr". Scatto subito una foto al lato dove si trova Roma. Perchè, in fondo, non è importante dove sei se non ti ricordi da dove vieni. Dai tuoi luoghi. Lontani mille chilometri da te in quel momento. Ma sempre nel cuore. E allora tornare non è un ritorno dovuto. Non mette tristezza. Perchè hai dentro una nuova esperienza. Probabilmente non ti avrà cambiato, ma, comunque, è una parte di te che è cresciuta. Che ti porti dentro. E, guardando fuori dal finestrino dell'aereo, un attimo prima che si stacchi del tutto da terra, dirai:
Auf Wiedersehen Berlin
Listening "Nothing more" by Motel Connection
... e poi scopri che Stef riesce a far ridere anche i bambini tedeschi...
... che non sa parlare affatto l'italiano, tantomeno l'inglese e, meno ancora, il tedesco...
... che, seduto per terra davanti al suo gate, riesce a vedere da migliori punti di vista le persone che lo circondano...
... che gli italiani sono amati in Germania, ma non parlate con loro di politica...
... che, se trova chi gli ha detto che le tedesche sono cesse, lo strangola...
... che se guarda Milano dall'alto non può fare a meno che pensare a Lei...
... che se guarda il mondo dall'alto si sente libero e grande, quando in realtà grande non è, ma libero si!...
... che tre persone di sua conoscenza, a settembre, dovranno offrirgli una cena memorabile...
... che si innamora molto facilmente delle bionde. Delle brune. Un pò delle more. Ma anche delle rosse...
... che la pazienza fa dannare chi si innamora senza volerlo fare!...
... che però non può fare a meno di tutto questo...
Stef tamarro...... è davvero inguardabile...
Ma si diverte un casino!
"Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà così difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei.
Quindi vivi come credi, fai quello che ti dice il cuore. La vita è un'opera di teatro che non ha prove iniziali. Canta, ridi, balla, ama. Vivi intensamente ogni momento della tua vita, prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi." Charlie Chaplin. 5 août Una pazzia...28 juillet Pomeriggi...Un sabato pomeriggio. Un caro vecchio amico. Una moto. Due zaini, pieni all'inverosimile. Bolas, palline, cerchi, macchina fotografica, cartacce. Una strada. Un grande paese. Una collina. Sorrisi. Ricordi. Tutto ciò che la mente può trattenere in un anno esatto. Un dehor. Un gelato. Un frappè. Mirtillo. Gente. E un contrabbasso. La stessa foto. Quando due persone sono simili, non possono che avere la stessa immaginazione. E allora si è più vicini che mai.
"Dove sei, cosa fai
Tutto quello che sei stato tu per me Dove sei, cosa fai Tutto quello che ho avuto io da te" Persiana Jones, Dove sei
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